Chiacchere


Ed eccovi le chiacchere che ho preparato per la serata di presentazione dei corsi sono sparite in pochi attimi 🙂
Siamo ormai in piena aria carnevalesca, non ho mai amato molto il carnevale, mentre invece ho sempre appezzato molto i dolci carnevaleschi 🙂 che diciamocela tutta non sono proprio dietetici, ma si sa il carnevale è una festa molto goderecce 🙂 Ho ricevuto molti complimenti e anche la dott.ssa De Petris ha molto apprezzato e per una volta pure lei ha fatto uno strappo 🙂 Io dico sempre bisogna comunque sapersi controllare e se si fa qualche strappo saper rinunciare da qualche altra parte!
L’anno scorso vi avevo proposto le CASTAGNOLE altro dolce fritto ma tanto buono pure lui 🙂 Le chicchere prendono nomi diversi a seconda della regione: bugie, frappe, lattughe e tanti altri. Ma veniamo alla ricetta, anche qui: esistono diverse versioni vegane dove vengono usati vini o liquori diversi come la grappa, io ho usato del marsala rosso e da qui il colore un po’ scuro abbinato alla farina semi integrale.
Per l’impasto ho usato ancora il burro di soia ma voglio provare a farle usando l’olio d’oliva per vedere se si ottiene la stessa friabilità, come vi avevo già detto ho rifatto il PAN MEINO usando olio d’oliva e sono venuti dei biscotti secondo me friabilissimi.

Ingredienti:
500 g di farina semi integrale (semintegrale)
80 g di burro di soia
80 g di zucchero
160 g di marsala (o vino bianco secco aromatico)
la scorza di 2 limoni
1 cucchiaino di cannella
1 pizzico di sale

Preparazione:
Setacciate la farina, fate la classica fontana, oppure impastate con un robot da cucina, lasciate ammorbidire il burro di soia, aggiungetelo alla farina con la scorza dei limoni, lo zucchero, la cannella e il marsala, impastate fino ad ottenere una palla bella compatta e abbastanza soda che lascerete riposare ricoperta di pellicola per una mezzora in frigo
 
come vedete io ho tirato la sfoglia con la sfogliatrice se voi siete bravissimi potete tirarla anche a mano con il mattarello, dovete tirarla ad uno spessore di un paio di millimetri.
Con una rotella taglia pasta tagliate le vostre chicchere a rettandolo tagliando anche internamente.
Scaldate abbondante olio, meglio se d’oliva, e friggete le vostre chicchere devono dorarsi, bastano pochi minuti

estraetele e mettetele su carta assorbente in modo che perdano l’unto in eccesso

io le ho lasciate al naturale, ma la dott.ssa De Petris mi aveva suggerito, al posto del classico zucchero a velo, cacao o cannella 😉 A voi la scelta ma ho visto che anche al naturale sono state divorate 🙂

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20 risposte a Chiacchere

  1. Marta NewHorizons ha detto:

    Che belle che sono, mi ricordano quelle che mia madre mi fa tutti gli anni perchè io non amo friggere, le fate uguali ma lei con le uova 😦 e con l’olio e dopo aver fatto il taglio in mezzo ci passa dentro un’estremità e la ritira indietro e le vengono dei bei fiocchetti gonfi e dorati. Dovrà imparare a farle senza uova… Io per quest’anno passo con i dolci di carnevale, quì in Cina non si festeggia, l’aria non è godereccia e credo resisterò, ma il prossimo anno proverò sia chiacchiere che castagnole alla cannella!

    • Chicca66 ha detto:

      Anche la descrizione fatta da te è come quella di cui mi ha parlato Felicia che credo vedrai presto 😉 Credimi veganizzare questo dolce è davvero banale e togliere le uova non toglie assolutamente golosità 😉

  2. Cesca*QB ha detto:

    E brava Te… e la De pretis col il suggerimento del cacao o cannella. Mi alzo in piedi e ti batto le mani come se fosse la finale del Festival di Sanremo, no scusa non volevo offendere 😀 volevo solo riferirmi ad un momento solenne 😉 facciamo…la consegna degli Oscar dai!
    mama che gola che mi fai venier a quest’ora…mmmmhh

    • Chicca66 ha detto:

      Cesca esagerata 🙂 😛 Niente offese figurati devo provare al più presto anche la tua versione che son sicura mi piacerà 🙂
      Ps: ma perchè non ti ho ancora inserito nell’elenco dei blog preferiti? Corro ad inserirti 😉

  3. Raffy77 ha detto:

    Buonissime! 😀
    Ma io non avrò mai il coraggio di fare le chiacchiere 😦 le mangerei tutte in un attimo e il fritto è mooolto calorico 😦
    Baci 🙂

  4. Felicia ha detto:

    Bellissime e buonissime!!!! come sai sto sperimentando, appena possibile e se riesco nel mio intendo ti mostrerò il risultato. Un bacione 😛

    • Chicca66 ha detto:

      Feli spiega anche tu al mio carissimo amico Paolo come fai a sapere che son buone queste chicchere, lui non lo sà che ci consultimo prima di proporre le nostre preparazioni 🙂

  5. Paolo ha detto:

    Oggi anticipo la Patrizia, ma tra poco arriva!!!
    Leggendo il post della “di Marta la cinese”mi è venuto in mente mio padre.
    Lui era matto per polenta e chiacchere, ma le sue non erano vegane, tralasciandone il motivo, volevo solo ricordare la maniera di come le faceva: la sfoglia tagliata a lasagna quadra con 3 o 4 incisioni centrali in cui faceva passare i lembi laterali, creando un intreccio a mo di nido, che durante la frittura gonfiava a sembrare quantitativamente di più di quanto il peso dimostrava essere.
    Chicca, ma come fa la Felicia a dire che sono buonissime le assaggia?
    Un bacio anche a chi rompe!!!!

    • Chicca66 ha detto:

      Paolo caro ti voglio troppo bene 😳 anche il mio papà andava matto per la polenta, per le chiacchere non ricordo, ho dei ricordi di mia mamma che faceva quelli che lei chiamava tortelli di carnevale e gli piacevano molto 🙂
      Il tipo di chicchere che faceva il tuo papà le vedrai presto nella versione di Felicia che me le ha descritte praticamente come quelle che faceva il tuo babbo 😛
      Feli assaggia virtualmente e credo che conoscendo un pochino la mia cucina apprezzi sulla parola 🙂 😛
      Un bacione anche a te 😉

    • Felicia ha detto:

      Io e Chicca ci sentiamo con regolarità, anzi ci videoparliamo, i nostri esperimenti le nostre preparazioni vengono spesso portate davanti al monitor e offerte virtualmente all’altra. Abbiamo la possibilità di vederle in anteprima, Quando Chicca mi ha fatto vedere le chiacchere, nel portarla al video una si è rotta!!!! Perfetta, la chiacchera dev’essere friabile, impossibile mangiarla integra. Proprio ieri ho cercato di veganizzare la ricetta di famiglia, proprio come l’hai descritta tu, con i tagli centrali. Eliminare le uova non è un problema, ma io voglio ottenere la stessa “Lattuga” al forno, il problema è proprio questo, il forno la rende buonissima, leggera, friabile, ma ovviamente si gonfia meno. Domani metterò a punto la ricetta poi la pubblicherò…. (spero!!!!)

  6. Mimì ha detto:

    Hai ragione qualche strappo si può fare, ma io questi strappi li concedo agli altri io proprio non amo il fritto, quell’unto e quel sapore troppo deciso, a mio parere ovviamente, copre troppo il sapore del cibo, ma come ripeto è solo un mio gusto 😉 !
    Le tue frappe sono fantastiche comunque, originale anche l’idea del marsala rosso, sicuramente aver proposto un dolce così tradizionale del periodo Carnevalesco avrà convinto molta più gente verso questo tipo di cucina, almeno cominciando ad alternare, chissà magari poi per fare il grande passo della consapevolezza! 😉
    Trovo originale anche l’idea della dottoressa di spolverizzare con cacao e cannella, devono essere proprio prelibate!
    ^_^

    • Chicca66 ha detto:

      Cara Mimì queste ti assicuro che sono rimaste asciuttissimi e il sapore era comunque delicato, certo ora aspetto le creazioni di Felicia fatte al forno e poi sperimenterò anch’io, bastessore delle chiacchere a convincere le persone saremmo a cavallo ma purtroppo non bastano 🙂 😉

  7. Dany ha detto:

    Slurp!!! Io le mangiavo senza nulla perchè mia mamma nell’impasto metteva un goccino di liquore all’anice che adoravo… a mio avviso lo zucchero copriva quella fragranza!
    Comunque dò il mio personale contributo… a Reggio Emilia si chiamano Intrigoni! 😀

  8. Herbs ha detto:

    che belle Chicca, io le avrei mangiate al naturale.. mangiate… spazzolate, rende meglio l’idea! però se fossi riuscita a salvarle dal mio assalto famelico, una o due le avrei provate con cacao e cannella 🙂

    • Chicca66 ha detto:

      Cara Herbs, mi credi se ti dico che io ne ho mangiate forse 2 o tre mentre le facevo giusto per testarle, le rifarò aspettando la versione di Felicia al forno 🙂

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