Safran e Zefira (4° parte)


….Ma purtroppo certe cose non aspettano il nostro comodo, le malattie in molti casi arrivano e bussano alla porta senza farsi annunciare e così era accaduto anche questa volta.

Enola chiamò immediatamente Alan che le disse che il presidente si era sentito male due giorni addietro e gli esami a cui era stato immediatamente sottoposto indicavano una terribile diagnosi: “carcinoma polmonare maligno”, le possibilità di sopravvivenza erano pochissime.

Non c’è parola in tutta la terminologia medica che evochi più terrore del termine “cancro”. Il carcinoma del polmone è la neoplasia con il maggior tasso di incidenza e mortalità nel mondo e proprio negli Stati Uniti d’America, seguiti dall’Europa, c’è la maggior incidenza. Causa principale: l’uso del tabacco nelle sigarette.

Enola si sentì come se un nodo alla gola la stesse soffocando, non pensava che quel momento sarebbe arrivato così in fretta! Era molto legata al presidente e si augurava con tutto il cuore di riuscire nella sua missione e di non vederlo soffrire, come aveva visto soffrire i suoi genitori, entrambi morti della stessa malattia.

Lei aveva smesso di fumare da quasi sei anni, sapeva di non essere immune al pericolo di ammalarsi; aver visto e vissuto la sofferenza di chi più amava l’aveva fatta riflettere molto sul suo modo di vivere, in quel periodo la sua vita era molto cambiata: era diventata prima vegetariana e poi vegana, in tanti la vedevano come un’aliena e la deridevano per le sue scelte, ma lei andava avanti per la sua strada a testa alta, a volte si scontrava con chi non capiva quello che per lei era evidente e semplice… I disastri ambientali erano sotto gli occhi di tutti, il crescente numero delle cosiddette malattie del benessere sempre in aumento, ogni giorno continuavano a morire migliaia di persone e altri parecchi milioni soffrivano di denutrizione, l’allevamento e poi lo sterminio di milioni di animali per sfamare milioni di persone mai sazie stavano prosciugando il nostro povero mondo, nei mari a breve non ci sarebbero stati più pesci da pescare… Forse solo il terrore della morte per fame avrebbe reso l’uomo ecosostenibile!

L’indomani mattina si alzò di buon ora, doveva prendere il primo volo per Washington. Quando uscì di casa il suo sguardo fu subito attratto dal mare e il suo pensiero andò a Safran, già sentiva la sua mancanza ma ora non poteva pensarci, c’erano delle priorità da affrontare… E così si ritrovò nell’aereo che prendeva abitualmente e in poco più di due ore arrivò alla Casa Bianca.

Alan la stava aspettando:

 – Si può sapere dove cavolo eri finita? Sono due giorni che ti cerco, lo sai quanto lui voglia avere te vicino quando non sta bene! -.

– Dove si trova ora? -, chiese Enola con la voce tremolante.

– È nel suo studio, sta facendo scrivere messaggi e lettere di scuse per disdire gli appuntamenti internazionali già fissati da tempo, purtroppo per il momento non si possono prevedere e fissare nuove date! -.

– Gli devo parlare immediatamente! -.

Il presidente non vedeva l’ora di parlare con lei, in ogni momento in cui la sua salute aveva fatto le bizze Enola era sempre riuscita a rincuorarlo e soprattutto a farlo star bene!    

Enola raggiunse il presidente nello Studio Ovale, dove lo trovò intento a dettare alla sua segretaria personale i messaggi da spedire; non sembrava certo un uomo malato, eppure un’ombra sul suo bel volto lasciava trasparire che qualcosa non andava. Quando la vide le sorrise e le fece segno di attendere.

Enola in quel momento cominciò a pensare a come avrebbe cercato di convincere il presidente a prendere l’“elisir” e soprattutto si chiese se le avrebbe creduto… si era sempre fidato di lei, ma lo avrebbe fatto anche questa volta? Non aveva il solito raffreddore, questa volta la posta in gioco era ben diversa.

Dopo pochi minuti il presidente liquidò la segretaria dicendo che avrebbero finito più tardi e si rivolse a lei: – Ciao Enola, ti sei fatta desiderare in questi giorni! -.

– Le chiedo scusa signor presidente, ero in vacanza in un posto meraviglioso dove purtroppo il cellulare non prendeva -.

Non si era accorta d’aver detto una stupidata, il suo telefono era dotato di un sistema che avrebbe potuto funzionare anche sulla luna, ma il presidente parve non badarci e scherzosamente le disse:

– Dev’essere davvero un uomo interessante quello che hai conosciuto se ti ha fatto dimenticare il tuo satellitare e il tuo lavoro, di solito so che sei sempre disponibile anche quando ti lascio andare in vacanza e per qualche giorno non ti stresso! -.

– In effetti sì, ho conosciuto un uomo… Ma mi dica signor presidente, come sta lei, come si sente? -.

Il presidente invitò Enola a uscire fuori, dallo studio ovale si poteva accedere al giardino di rose della Casa Bianca, e qui le raccontò cosa gli era successo: – Ora mi tortureranno con la chemioterapia e mi riduranno a una larva umana, ma forse è la punizione che devo pagare per aver accettato tutti i milioni di dollari delle multinazionali farmaceutiche durante la campagna elettorale!-.

Enola cercò di consolarlo: – Io credo che le malattie vengano per tanti motivi e forse anche per i sensi di colpa, per errori da noi commessi, ma a tutti gli errori c’è rimedio, basta volerlo -.

Doveva trovare il modo di parlargli dell’elisir e di tutto quello di cui aveva discusso con Safran, e fu proprio il presidente a darle lo spunto: – Cara Enola, cosa darei per avere uno dei tuoi intrugli di erbe per stroncare il mostro che cresce dentro di me e mi sta divorando! -.

– In effetti qualcosa ce l’avrei, so che non sarà facile credere a quello che sto per raccontare, ma se avrà fiducia in me come sempre, forse tra un mese la sua malattia sarà solo un brutto ricordo! -. Si era sempre fidata di quell’uomo di colore che si era battuto e si batteva per i diritti civili, decise quindi di raccontargli quello che le era successo in quella settimana.

Enola gli spiegò che avrebbe dovuto bere l’elisir per tre volte a distanza di dieci giorni una dall’altra e che probabilmente sarebbe stato male inizialmente. Vide sul volto del presidente delle perplessità: – Allora vediamo un po’, mi stai raccontando che un uomo-tonno sapeva che mi sarei ammalato di cancro e ti ha donato un elisir solo per me e che questo elisir sconfiggerà il mio male… Ti rendi conto che se raccontassi a qualcuno questa follia ti metterebbero immediatamente in un manicomio?-.

Enola si rendeva perfettamente conto che nonostante quella fosse la verità, nessuno avrebbe creduto alle sue parole… nessuno avrebbe preso in considerazione l’importanza di salvare l’ecosistema marino per salvare l’umanità intera!

Forse l’unica persona disposta a crederle era uno degli uomini più potenti al mondo e quell’uomo era davanti a lei malato di cancro, condizione che avrebbe reso emotivamente vulnerabile qualsiasi essere umano, potente o non potente, ricco o povero!

Il presidente proseguì: -Ti rendi conto, vero, che dovrò rifiutarmi di fare la chemioterapia e non prendere tutti i medicinali con cui mi stanno già intossicando… E questo scatenerà un gran casino e mi prenderanno per pazzo… -, fece una lunga pausa di silenzio guardandola negli occhi, – Ma voglio fidarmi di te anche questa volta! -.

Enola si sentì sollevata udendo quelle parole, ma questa era forse la parte più facile del suo incarico… Come avrebbe potuto spiegare che per il bene dell’umanità sarebbe stato necessario abrogare vecchie leggi e farne di nuove per la creazione del nuovo sistema ecozoico mondiale? Safran le aveva spiegato il significato del termine ecozoico, nel nuovo mondo non ci sarebbe più stato bisogno di leggi regolatrici, gli umani avrebbero imparato una volta per tutte come rispettare la natura e i loro esseri senza danneggiare l’ecosistema, che pian piano si sarebbe ripreso dai soprusi perpetrati nei secoli passati e sarebbe tornato all’antico splendore.

Ma ancora una volta fu il presidente a suggerirle le parole: – Dimmi Enola, e se io guarissi veramente cosa posso fare per ringraziare questo tuo uomo-tonno? A proposito: ce l’ha un nome? -.

– Si chiama Safran e sono sicura che lei guarirà signor presidente! -.

A questo punto la sua storia doveva essere raccontata integralmente e gli disse quindi che a breve anche il presidente russo si sarebbe ammalato dello stesso male e che lui avrebbe dovuto convincerlo a prendere l’elisir per guarire… Poi insieme avrebbero dovuto parlare ai popoli delle Nazioni Unite (il nuovo ONU ecozoico) per far capire quanto l’umanità avesse ancora pochissimo tempo per salvare il salvabile, bisognava impedire qualsiasi tipo di massacro, non dovevano più essere pochi attivisti a bordo di gommoni a cercare di fermare le baleniere del governo giapponese che spaccia per “ricerca scientifica” questo tipo di caccia o impedire la pesca al tonno rosso: da anni gli scienziati raccomandavano di non pescare al di sopra delle quindicimila tonnellate e di proteggere le zone di riproduzione durante i mesi cruciali di maggio e giugno. Raccomandazioni mai ascoltate e la pesca effettiva era ormai di quattro volte superiore al livello raccomandato per evitare il collasso della popolazione dei tonni.

Si poteva proseguire con tanti altri esempi: il massacro dei delfini in Danimarca, che vengono massacrati solo per il gusto di uccidere… Si domandava quando gli esseri umani avrebbero cominciato ad essere veramente umani!

Il presidente ascoltava Enola sapendo che tutto ciò era vero, bisognava darsi da fare impegnandosi seriamente per salvaguardare ciò che Madre Natura con tanta fatica cercava di proteggere e tenere in vita.

Il presidente promise a Enola che avrebbe fatto tutto quello che era in suo potere, e non era poco, per cambiare radicalmente le cose:

– Parleremo con Alan e gli diremo il minimo indispensabile per il momento, gli dirò che sarai tu a seguire personalmente le mie chemio, che naturalmente non mi farai! Dimmi, quando mi darai l’elisir? -.

– Già domani mattina, se lei è pronto… -.

– Mai stato così pronto in vita mia, dimenticavo mia moglie, sicuramente si preoccuperebbe ulteriormente se sapesse che non faccio le cure tradizionali, quindi anche lei non dovrà sapere nulla-.

Il presidente annullò tutti gli impegni della giornata per stare con Enola, oltre ad essere l’infermiera degli intrugli scoprì che dietro ai suoi occhi verdi come il mare c’era una persona piacevole e preparata con cui dialogare amabilmente e quel giorno aveva bisogno di staccare da tutto e da tutti.

Anche per Enola nonostante la giornata fosse stata molto pesante sembrò volare, la collaborazione del presidente era stata ottenuta più facilmente del previsto, si sentiva quindi ottimista verso il futuro. Quando si ritirò nella sua stanza rivolse il pensiero a Safran che sicuramente avrebbe percepito la sua chiamata: se tutto fosse continuato così il popolo dei tonni avrebbe avuto un destino migliore e assieme a loro anche gli esseri umani!

Nelle profondità del mare Safran nuotava fiducioso avendo captato i pensieri di Enola, sapeva senza ombra di dubbio d’aver scelto la donna giusta per quella missione difficile che sicuramente avrebbe trovato ostacoli lungo il percorso… Ma Enola li avrebbe superati ad ogni costo!

Il mattino seguente Enola si alzò con tanti pensieri che le turbinavano nella mente, si chiese come avrebbe preso la cosa Alan, sapeva che non era tipo da farsi da parte tanto facilmente e non si sarebbe fatto scavalcare dall’ultima delle infermiere arrivata alla Casa Bianca solo perché lo chiedeva il presidente. Questa cosa le fece un po’ paura e cercò di scacciare il pensiero. Dopo aver fatto la solita colazione a base di frutta e cereali, si dedicò all’elisir. Non era certo la colazione fatta a Lanai, ricordava ancora il sapore meraviglioso dei frutti che le aveva portato Malika…

Mescolò le alghe come gli aveva insegnato Safran sull’isola e dopo averle frantumate e polverizzate le mise in un piccolo contenitore di vetro che mise in tasca assieme a una delle due conchiglie che le aveva dato il suo amico tonno.

Il giorno prima il presidente le aveva dato il permesso di usare il suo numero privato per qualsiasi comunicazione, era stato avvisato che per bere l’elisir doveva essere a digiuno.

Enola raggiunse il presidente che la stava aspettando in infermeria, erano già stati impartiti ordini per fare in modo che si trovassero soli. Per il momento nessuno doveva essere a conoscenza di quello che lei e il presidente avrebbero fatto, o meglio tutti avrebbero saputo che lei gli avrebbe somministrato la chemioterapia.

Quando Enola entrò, il presidente era seduto su una poltrona da dentista e gli era stata preparata una spremuta di arance fresche dove avrebbe dovuto miscelare le alghe. Porse al presidente una piccola scatola dove aveva messo una delle due conchiglie.

– Cosa mi fai? Un regalo? -.

– Sì, ma non sono io a farle questo regalo, bensì il popolo dei tonni insieme agli altri esseri marini -.

Quando il presidente aprì la scatola si trovò ad ammirare quello che poteva essere un bellissimo monile uscito da una gioielleria di Rodeo Drive: nonostante fosse così piccolo emanava una luce quasi abbagliante e i colori erano strabilianti.

– Una volta bevuto l’elisir stando rivolto ad ovest dovrà tenere nella mano destra la conchiglia per un’ora appoggiata sul cuore, ripetendo queste parole: IO AMOLA TERRA EVOGLIO IL BENE DI TUTTI GLI ESSERI VIVENTI UMANI E NON UMANI CHE LE APPARTENGONO, E MI IMPEGNERÒ PER IL BENESSERE DI TUTTI. Ripeterò anch’io con lei queste parole e mentre lo facciamo dovrebbe succedere qualcosa, anzi sono sicura che succederà -.

– Devo essere impazzito per fare tutto quello che mi stai chiedendo, ma lo farò -.

Mentre diceva queste parole guardava intensamente la conchiglia. Safran le aveva detto che stando rivolti ad ovest lui avrebbe percepito il momento in cui il presidente avrebbe bevuto l’elisir e quindi il momento giusto per andare all’albero delle conchiglie per far in modo che la melodia li raggiungesse.

Mentre il presidente beveva l’elisir per un attimo lei chiuse gli occhi e pensò ai suoi genitori: avrebbe dato qualsiasi cosa per riaverli accanto e rimpianse di non aver conosciuto prima Safran con il suo elisir. Quando li riaprì il presidente aveva finito la sua bevanda, come l’aveva scherzosamente definita.

– Ti rendi conto, Enola, che se questa bevanda funzionasse si potrebbero salvare milioni di vite? -.

– Se le cose andranno come devono andare servirà ancora per una persona, ma poi tra qualche tempo non sarà più necessario né l’elisir e né tantomeno la chemioterapia: le case farmaceutiche saranno impegnate a produrre tutt’altro -.

Il presidente annullò tutti gli impegni della giornata per stare con Enola, oltre ad essere l’infermiera degli intrugli scoprì che dietro ai suoi occhi verdi come il mare c’era una persona piacevole e preparata con cui dialogare amabilmente e quel giorno aveva bisogno di staccare da tutto e da tutti.

Anche per Enola nonostante la giornata fosse stata molto pesante sembrò volare, la collaborazione del presidente era stata ottenuta più facilmente del previsto, si sentiva quindi ottimista verso il futuro. Quando si ritirò nella sua stanza rivolse il pensiero a Safran che sicuramente avrebbe percepito la sua chiamata: se tutto fosse continuato così il popolo dei tonni avrebbe avuto un destino migliore e assieme a loro anche gli esseri umani!

Nelle profondità del mare Safran nuotava fiducioso avendo captato i pensieri di Enola, sapeva senza ombra di dubbio d’aver scelto la donna giusta per quella missione difficile che sicuramente avrebbe trovato ostacoli lungo il percorso… Ma Enola li avrebbe superati ad ogni costo!

Il mattino seguente Enola si alzò con tanti pensieri che le turbinavano nella mente, si chiese come avrebbe preso la cosa Alan, sapeva che non era tipo da farsi da parte tanto facilmente e non si sarebbe fatto scavalcare dall’ultima delle infermiere arrivata alla Casa Bianca solo perché lo chiedeva il presidente. Questa cosa le fece un po’ paura e cercò di scacciare il pensiero. Dopo aver fatto la solita colazione a base di frutta e cereali, si dedicò all’elisir. Non era certo la colazione fatta a Lanai, ricordava ancora il sapore meraviglioso dei frutti che le aveva portato Malika…

Mescolò le alghe come gli aveva insegnato Safran sull’isola e dopo averle frantumate e polverizzate le mise in un piccolo contenitore di vetro che mise in tasca assieme a una delle due conchiglie che le aveva dato il suo amico tonno.

Il giorno prima il presidente le aveva dato il permesso di usare il suo numero privato per qualsiasi comunicazione, era stato avvisato che per bere l’elisir doveva essere a digiuno.

Enola raggiunse il presidente che la stava aspettando in infermeria, erano già stati impartiti ordini per fare in modo che si trovassero soli. Per il momento nessuno doveva essere a conoscenza di quello che lei e il presidente avrebbero fatto, o meglio tutti avrebbero saputo che lei gli avrebbe somministrato la chemioterapia.

Quando Enola entrò, il presidente era seduto su una poltrona da dentista e gli era stata preparata una spremuta di arance fresche dove avrebbe dovuto miscelare le alghe. Porse al presidente una piccola scatola dove aveva messo una delle due conchiglie.

– Cosa mi fai? Un regalo? -.

– Sì, ma non sono io a farle questo regalo, bensì il popolo dei tonni insieme agli altri esseri marini -.

Quando il presidente aprì la scatola si trovò ad ammirare quello che poteva essere un bellissimo monile uscito da una gioielleria di Rodeo Drive: nonostante fosse così piccolo emanava una luce quasi abbagliante e i colori erano strabilianti.

– Una volta bevuto l’elisir stando rivolto ad ovest dovrà tenere nella mano destra la conchiglia per un’ora appoggiata sul cuore, ripetendo queste parole: IO AMOLA TERRA EVOGLIO IL BENE DI TUTTI GLI ESSERI VIVENTI UMANI E NON UMANI CHE LE APPARTENGONO, E MI IMPEGNERÒ PER IL BENESSERE DI TUTTI. Ripeterò anch’io con lei queste parole e mentre lo facciamo dovrebbe succedere qualcosa, anzi sono sicura che succederà -.

– Devo essere impazzito per fare tutto quello che mi stai chiedendo, ma lo farò -.

Mentre diceva queste parole guardava intensamente la conchiglia. Safran le aveva detto che stando rivolti ad ovest lui avrebbe percepito il momento in cui il presidente avrebbe bevuto l’elisir e quindi il momento giusto per andare all’albero delle conchiglie per far in modo che la melodia li raggiungesse.

Mentre il presidente beveva l’elisir per un attimo lei chiuse gli occhi e pensò ai suoi genitori: avrebbe dato qualsiasi cosa per riaverli accanto e rimpianse di non aver conosciuto prima Safran con il suo elisir. Quando li riaprì il presidente aveva finito la sua bevanda, come l’aveva scherzosamente definita.

– Ti rendi conto, Enola, che se questa bevanda funzionasse si potrebbero salvare milioni di vite? -.

– Se le cose andranno come devono andare servirà ancora per una persona, ma poi tra qualche tempo non sarà più necessario né l’elisir e né tantomeno la chemioterapia: le case farmaceutiche saranno impegnate a produrre tutt’altro -.

– Un altra persona? A chi ti stai riferendo? –

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6 risposte a Safran e Zefira (4° parte)

  1. MaVi ha detto:

    che bello aprire il tuo blog e trovare i nostri amici!
    a noi ci fanno compagnia già da un anno! ma ora se ne vanno in giro qui e là, chissà quante altre avventure che vivranno a nostra insaputa!
    sarei felice se qualcuno potesse dare anche una forma visiva alle nostre creature… chissà…
    un abbraccio ovale e buon weekend!

  2. Chicca66 ha detto:

    @Mavi cara chissà mai dire mai… Oggi un amica mi ha già chiesto il seguito 🙂 Non è detto che se ho momenti di ispirazione mi metta ancora davvero a scrivere 😉
    Un abbraccio avale anche a te 😛
    Ps: mandami le foto che abbiamo fatto quando hai tempo!

  3. Felicia ha detto:

    Come ogni puntata rimango in attesa…… dovrò aspettare ben 7 gg. !!!! Bellissimo, sei bravissima 🙂

  4. Chicca66 ha detto:

    Grazie tesoro 🙂 Sai come sono felice di poterti sentire più spesso e anche vederti 😉

  5. Mimì ha detto:

    Sono stupefatta, il racconto si fa sempre più intenso e stupendo…. Sono davvero colpita, si legge molto di te in questa storia, molti dei tuoi sogni e della tua realtà… Ma è bello conoscerti anche attraverso questo scritto!!
    Sarebbe bello anche produrlo come film oltre che come libro, sarebbe stupendo se tutti potessero vederlo, grandi e piccini… Il titolo lo lascio scegliere a voi!!! 😛

  6. Pingback: Spaghetti al tonno fujuto

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