Safran e Zefira (3°parte)


…….Sognò di lei bambina che correva felice in un grande prato verde con sua madre e suo padre che raccoglievano erbe per farne infusi o da utilizzare come medicine in caso di bisogno, cantava le melodie che aveva imparato ascoltando sua madre… Si risvegliò al suono di una canzone bellissima e dolce che le giungeva da lontano come un richiamo; ci mise un attimo a realizzare dove fosse e quando aprì gli occhi stiracchiandosi come una gattina davanti a lei c’era Safran che la guardava con un dolce sorriso sulle labbra.

– Eri bellissima mentre dormivi! -.

Enola che non era tipo da imbarazzarsi facilmente, divenne rossa, fortunatamente l’abbronzatura nascose bene il rossore, o perlomeno così credette lei… Nonostante tutto, ebbe lo spirito di rispondere: – Vuoi dire che da sveglia non sono bella? -.

Questa volta fu Safran a rimanere senza parole, sapeva dei turbamenti di cuore di Enola, sapeva della sua storia d’amore finita e sapeva quanto lei avesse sofferto per quell’amore in cui aveva dato tutta se stessa, ma che l’aveva lasciata vuota, con la consapevolezza che John non aveva più nulla da condividere con lei, né ideali né sogni!

– Tutt’altro cara Zefira, sei bellissima anche da sveglia, volevo dire che mentre dormivi eri di una bellezza diversa: sembravi una bambina che sognava felice! -.

– In effetti ho fatto dei sogni molto belli! -.

– Ne sono felice -.

Mangiarono dei frutti insieme e mentre gustavano la loro colazione Safran spiegò quello che avrebbero fatto quel giorno.

– Dobbiamo raccogliere le alghe e tutto quello che servirà per la preparazione dell’elisir. E ti raccomando di mettere il costume fatto da Malika, ti sentirai più comoda mentre nuotiamo -.

– Va bene, ora lo indosso -.

Prese il costume, era di un giallo sfavillante che contrastava con il colore ambrato della sua pelle… Safran la osservava…

– Se non ti giri non mi spoglio! -.

– Scusami! -.

Mentre Enola si spogliava, Safran fischiettava allegro… il costume le stava divinamente, non era vanitosa, ma quando Safran si girò le fece piacere la sua espressione d’ apprezzamento.

– E ora conducimi dove dobbiamo andare: sono nelle tue mani! -.

– Tra poco rivedrai il tonno che ti ha condotta tra noi, non dovrai avere paura, ma semplicemente fidarti di me e lasciarti condurre; lui non potrà parlarti ma leggerà i tuoi pensieri e saprà sempre quello che pensi, come nel viaggio che ti ha portato qui dovrai sempre mantenere il contatto con le pinne -.

Safran condusse Zefira nella laguna dove il tonno il giorno addietro l’aveva depositata; la prese per mano e insieme entrarono nell’acqua trasparente, il contatto con l’acqua era così piacevole che Enola chiuse gli occhi lasciandosi condurre da quella mano calda di cui si fidava ciecamente…

Entrarono in acqua e quando l’acqua arrivò alla vita di Safran questi si distese, trasformandosi in un enorme e bellissimo tonno dai colori lucenti e accecanti illuminati dal sole… Senza rendersene conto Zefira era già tra le sue pinne e le profondità dell’abisso l’avvolsero come una carezza.

Anche questa volta si stupì di come potesse respirare mediante il solo contatto con le sue pinne, ma la cosa che la turbava con mille pensieri contrastanti era aver capito che Safran e il tonno meraviglioso e possente che l’aveva condotta a Lanai erano la stessa creatura.

Dopo più di cinquecento milioni di anni di evoluzione erano più di trentamila le specie di pesci presenti in tutte le nicchie ecologiche nei vari ambienti acquatici, ma l’uomo stava facendo di tutto per distruggere quello che madre natura aveva realizzato in tanti anni di duro lavoro… Fiumi inquinati da scarichi industriali, laghi infettati da mancanza di depuratori delle acque reflue, mari dove praticamente ogni giorno o quasi succedeva un disastro, petroliere che affondavano o piattaforme petrolifere che esplodevano, disperdendo milioni di tonnellate di petrolio e modificando in modo irreversibile l’ecosistema marino…

Questi pensieri affollavano la mente di Enola e Safran aveva ragione, bisognava fare qualcosa prima che fosse troppo tardi… Mentre nuotavano nelle acque cristalline della baia incontrarono un banco di delfini che si stava cibando di piccoli tonnetti, ma questa era la legge della natura, era una cosa normale… Non era normale che gli umani massacrassero i tonni per cibarsi… In quel momento Enola si sentì in colpa per tutti quegli anni in cui anche lei si era cibata di pesci.

Safran sentiva il contatto con il corpo di Enola e quel contatto gli procurava uno strano piacere, una sensazione simile a quella che aveva provato con Malika, la ragazza tonno, anche se con Zefira c’era qualcosa di diverso…

Arrivarono a una specie di orto sottomarino con alghe di ogni tipo che ondeggiavano fluttuando al loro passaggio. Enola su indicazione di Safran prima di entrare in acqua raccolse diversi tipi di alghe mettendole nella sacca attaccata alla vita. Enola era come fusa a Safran, seguiva i suoi movimenti in simbiosi, come se fosse un pesce anche lei.

Quando tornarono a riva con un movimento del muso Safran fece scivolare Enola nelle acque basse della laguna e lui con un balzo arrivò sulla spiaggia e in pochi attimi, il tempo che il sole asciugasse la sua pelle squamosa, si era già trasformato nell’uomo che ormai si era abituata ad ammirare.

– Tutto okay Zefira, ti senti bene? -.

– Mai sentita meglio in vita mia, nemmeno nei sogni avrei mai potuto immaginare di vedere un mondo marino così meraviglioso e di vedere un uomo che si trasforma in tonno… Cosa facciamo ora con queste alghe? -, Enola gli parlava come se si fossero conosciuti da sempre, il contatto in acqua aveva creato quell’intesa che ti fa bastare uno sguardo per capirsi.

– L’elisir lo prepareremo domani, le alghe devono asciugarsi al sole per un giorno, ora voglio farti sentire la musica che dovrà accompagnare l’elisir quando lo donerai al tuo presidente e al capo bianco! -.

Enola aveva una espressione trasognata: – Questa mattina quando mi sono svegliata ho udito una melodia dolcissima, una musica incantatrice, non capivo se sognavo o se era vera, arrivava dall’albero delle conchiglie, vero? -.

– Era vera, cara dolce Zefira, come sei vera tu: sì, arrivava da là, grazie alla brezza mattutina si sente in modo amplificato su tutta l’isola e segnala alle creature marine il momento del risveglio! -.

Andarono verso l’albero delle conchiglie e come la prima volta Safran la prese per mano, sollevando le fronde.

Questa volta ai piedi del grande tronco c’erano diverse conchiglie disposte a cerchio. Enola non aveva mai visto delle conchiglie così belle e dalla foggia così particolare.

Safran le girò verso ovest e dopo pochi secondi si cominciò a sentire il suono più bello che orecchie avessero potuto udire, il vento entrava nelle conchiglie e produceva quel suono… Enola chiuse gli occhi e si lasciò cullare dalla magica melodia… Safran era alle sue spalle e senza rendersene conto si trovò fra le sue braccia…

Safran le bisbigliò: – Quando sarà il momento giusto questa melodia sarà udita da coloro che dovranno aprire i loro cuori e le loro menti per capire che l’intero universo ha bisogno dell’amore dell’uomo a cui tutto è stato donato senza chiedere nulla in cambio -.

Enola in quel momento si girò, le mani di Safran le accarezzarono il viso, sentì dentro di sé un brivido che le scendeva lungo la schiena, era come ipnotizzata dalla musica, fu così che Safran la baciò sulla bocca… Si sentì come se dentro di lei si fosse risvegliato un fuoco spento da una vita, ma che alla prima scintilla poteva ancora ardere con violenza…. Si trovarono stesi a terra l’uno nelle braccia dell’altra, le mani di Safran accarezzavano il suo corpo con dolcezza e allo stesso tempo con un ardore che non ricordava d’aver mai provato con nessun uomo… Forse lo aveva solo dimenticato… Ma era certa che in quel momento avrebbe potuto dare la vita per quell’uomo-pesce che già sentiva d’amare… E quando Safran fu dentro di lei ne ebbe la certezza… 

Il ritorno

 I giorni passarono così veloci sull’isola che quando venne il momento del ritorno Enola si sentì veramente triste, ma sapeva che ormai aveva una missione da compiere, che doveva e voleva portare avanti a tutti i costi! Nel suo cuore sapeva che non avrebbe perso Safran, ormai era parte di lui, così come tutte le creature viventi facevano parte dell’universo infinito.

Aveva preparato con Safran la miscela di alghe che sarebbe servita a curare il presidente, le aveva spiegato e mostrato come rifarla e le aveva dato anche due conchiglie da donare ai due presidenti nel momento in cui avrebbero accettato le sue cure. Safran sarebbe rimasto in contatto con lei telepaticamente e avrebbe saputo quando diffondere la melodia incantatrice.

Andarono alla laguna ed entrarono insieme  in acqua tenendosi per mano. In quei giorni aveva visto per ben tre volte la trasformazione di Safran e ormai era diventata una cosa normale, come se ci fosse abituata da una vita e come se tutti fossero abituati a vedere esseri umani che si trasformano in tonni. Si aggrappò tranquillamente  alle sue pinne, sicura che non le sarebbe capitato nulla tornando a casa, questa volta però chiuse gli occhi rinunciando alla visione del meraviglioso mondo sottomarino perché voleva sentire il contatto della sua pelle con quella di Safran e ricordare attimo per attimo ogni piccola cosa vissuta insieme… Safran percepì i suoi pensieri e ne fu felice.

Il viaggio di ritorno le sembrò molto più breve, avrebbe voluto ritardare il più possibile il distacco, ma sapeva che in quel momento era indispensabile.

Arrivarono vicini a riva e uscendo dall’acqua Enola scorse la sua casa, tutto era rimasto come una settimana prima… Un nuovo sole stava sorgendo, sapeva che Safran questa volta non sarebbe uscito dall’acqua, le sue mani gli accarezzarono il dorso possente e guardandolo negli occhi gli disse:

 – Mio dolce Safran quando sarà il momento tu mi sentirai e poi verrai da me vero? -.

Il tonno toccò dolcemente con il suo muso le mani di Enola in segno di assenso.

Rientrò in casa e vide subito la segreteria telefonica che lampeggiava segnalando diverse chiamate; riavvolse il nastro ascoltando i messaggi di chi l’aveva cercata… C’erano ben sei messaggi di Alan, il capo dello staff medico del presidente, che le chiedeva insistentemente dove fosse finita e le comunicava che le sue vacanze erano finite: doveva rientrare immediatamente perché il presidente non stava bene!

Era angosciata, le parole di Safran risuonarono nella sua mente: “Il grande male colpirà entrambi”, possibile che fosse già successo? Mancava solo da una settimana!

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11 risposte a Safran e Zefira (3°parte)

  1. Nadir ha detto:

    Dada! e noi dobbiamo aspettare ancora una settimana?! 😀
    Ciao Chicca 😉

  2. Felicia ha detto:

    Non ho parole…. ogni puntata diventa sempre più appasionante!!!! Bravissima 🙂
    Complimenti a Concita il dipinto è stupendo!!!! quante emozioni trasmette …..

  3. Chicca66 ha detto:

    E si cara Nadir, sono ancora 3 puntate 🙂 Buon week!
    @Grazie Felicia, sono proprio contenta che vi appassioni 🙂 Ps: questo dipinto non è di Concita, l’ho preso in prestito perchè mi piaceva l’idea di dare un volto ai miei personaggi 🙂

  4. Pippi ha detto:

    Ciao Chicca! Io me li leggerò tutti di fila! Furba eh? 😉
    Come stai oggi? Qui è stata una bella giornata, mi sono distratta un po’ ma il lavoro che dovrei fare su di me per tirare un po’ su la testa è tanto… ci vuole tempo e non ce l’ho! 😦

  5. Felicia ha detto:

    Pensavo davvero fosse di Concita, lo stile somiglia molto al suo…. perdonatemi, è un bel dipinto….. intenso

  6. Chicca66 ha detto:

    Cara Pippi, le mie giornate nanostante tutto scorrono veloci 😦 Cerca di trovare un po’ di tempo per te stessa non puoi sempre correre come una pazza, lo sò che non è facile! Tutte e due forse stiamo pagando i ritmi troppo veloci della nostra vita! Io fortunatamente riesco a barcamenarmi e come dicevo a Nadir nel post della premenopausa se avessi dovuto andare tutti i giorni in ufficio come fai tu e come fa lei, a quest’ora sarei veramente in cura con quello che non oso nemmeno nominare 😦
    Fatti sentire, sfogarsi a volte fa bene anche se i problemi restano 😉
    In questi giorni avrò problemi di connessione, ma puoi chiamarmi a casa quando vuoi ho un paio di spettegulez da raccontarti 😉 😛 Un grande abbraccio
    @Felicia 😉

  7. Raffy77 ha detto:

    Cara Chicca adesso stampo la 2 e la 3 puntata perchè non le ho ancora lette…
    non mi piace leggere di corsa è come non apprezzare il lavoro chi scrivere 😉

  8. Chicca66 ha detto:

    @Grazie Raffy 😉

  9. Mimì ha detto:

    Che emozione questo racconto, ogni puntata diventa sempre più appassionante ed intensa… 🙂
    Ancora complimenti, è proprio bello immergersi in questo racconto ricco di sentimenti!!! ❤

  10. Chicca66 ha detto:

    @Mimì 😳 grazie!

  11. Pingback: Spaghetti al tonno fujuto

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