Safran e Zefira

 Safran e Zefira


Una favola ecozoica di Chicca

(da un’idea di Stefano-Orecchioverde, con pettinata di MaVi-Cucinaecozoica)

 

L’incontro

Come tutte le mattine in cui poteva permetterselo perché in vacanza o in un turno di riposo, anche quella mattina Enola stava facendo la sua corsa sulla spiaggia davanti casa, il sole stava sorgendo e il luccichio del mare era uno spettacolo meraviglioso che ogni volta la faceva sentire viva: amava il luogo in cui viveva.

Ormai da diverse mattine c’era qualcuno che la osservava senza che lei se ne accorgesse, qualcuno che riusciva a leggere i suoi pensieri più profondi, qualcuno che sapeva delle sue inquietudini e dei tormenti che l’assillavano in ogni momento.

Mentre correva, qualcosa nello scintillio dell’acqua attirò la sua attenzione, ad un certo punto vide un pesce dalle pinne giallissime guizzare e arrivare praticamente a riva, non fece in tempo a realizzare quello che stava succedendo, le sembrò per un attimo di lottare con quell’essere possente che la trascinava sott’acqua, per un attimo credette di morire, non respirava, il turbinio dell’acqua le offuscava la vista, ma dopo quella che a lei era sembrata un’eternità si ritrovò a cavalcare un pesce, che scoprì poi essere un tonno, e a respirare senza nessuna difficoltà mentre i suoi occhi vedevano perfettamente il panorama marino che la circondava.

Enola disse fra sé: – Sto impazzendo, tra un attimo mi sveglierò… non è possibile che io riesca a respirare attraverso le pinne di questo tonno a cui sono avvinghiata! -.

Quando si fu calmata lasciandosi cullare da quel sogno che stava cominciando a piacerle cominciò a scrutare incuriosita tutto quello che la circondava: banchi di pesci colorati che aveva visto solo in fotografia o purtroppo in qualche acquario e coralli bellissimi dalle forme strane che madre natura da anni accudiva.

Il pesce percepì il rilassamento di Enola e rallentò il battito delle sue pinne, permettendole di guardare estasiata ogni piccolo essere sottomarino. Aveva perso la cognizione del tempo, ma non le importava, si sentiva così serena in quel momento che avrebbe potuto anche morire…

Mentre i suoi occhi stavano guardando incantati un bellissimo esemplare di tartaruga, sentì il tonno accelerare il movimento delle pinne e con un guizzo venne lanciata fuori dall’acqua…

Cadde svenuta sulla sabbia bianca che le scaldava il corpo, quel corpo scolpito che, nonostante l’età non proprio da ragazzina, era riuscita a mantenere con allenamenti costanti. Quando riaprì gli occhi il suo sguardo incontrò gli occhi di un bellissimo uomo che la stava vegliando.

Enola gli chiese: – Chi sei? Dove mi trovo? -. E lui rispose: – Sono Safran, una volta uno fra molti esemplari della mia specie, ora uno dei pochi sopravvissuti del popolo dei tonni! -.

Queste parole fecero capire ad Enola che il meraviglioso mondo sottomarino appena visto non era un sogno, ma un luogo reale in cui avvinghiata alle pinne giallissime di un meraviglioso tonno respirava senza fatica negli abissi marini…

Enola chiese a Safran inquieta: – Perché mi trovo qua? Dove siamo? -. E lui le rispose cercando di metterla a proprio agio: – Ti trovi sull’isola di Lanai, il perchè lo saprai dopo che ti sarai ripresa cibandoti con dei buoni frutti -.

Enola non si era ancora guardata intorno e quando lo fece rimase incantata: si trovava sotto una specie di capanno fatto con delle foglie di palma enormi, davanti a lei una spiaggia bianchissima e un mare di trasparenza incredibile, alla sua sinistra alberi e fiori di ogni foggia, i cui colori erano così brillanti e al tempo stesso armoniosamente accostati che sembrava di guardare un dipinto dove ogni cosa è collocata perfettamente al suo posto. Alla sua destra si ergeva un albero di forma maestosa da cui scaturivano riflessi scintillanti e luminosi: non riusciva a capire se fosse ricoperto di foglie, sembrava cinto da un’aura magica che lo proteggeva, e attorno ad esso cresceva una bellissima vegetazione colorata, tanto bella che sembrava quasi finta.

Enola vide una giovane ragazza avvicinarsi, portando con sé una specie di vassoio fatto con bastoncini intrecciati e su di esso frutti di una bellezza mai vista, sembravano finti per quanto erano perfetti, nel suo mondo ormai trovare frutta così era praticamente un’impresa impossibile e anche le verdure erano merce rara che pochi potevano permettersi!

La ragazza porse il vassoio con un inchino, Enola quasi imbarazzata da quella premura lo prese e ringraziò.

Safran la incoraggiò a mangiare: – Vedrai dopo aver assaporato questi frutti ti sentirai in forze come forse non ti sei mai sentita! -. Ed Enola gli chiese titubante: – Ma dimmi, Safran, perchè mi trovo qui? -. Safran si fece serio, stringendole una mano con atteggiamento rassicurante: – Il tuo popolo sta cercando di distruggere il nostro mondo, ci catturate per cibarvi delle nostre carni e anche se non vi cibaste di noi non farebbe molta differenza ormai, dati i continui disastri da voi causati,  che stanno distruggendo non solo il nostro ecosistema ma anche quello terrestre e se a breve non riusciamo a fermare tutto ciò non ci sarà più scampo per nessuno! Voi conoscete solo una piccola parte del nostro mondo, se sapeste che nel nostro mondo esiste “la musica dell’elisir di lunga vita” forse imparereste a rispettare quello che madre natura ha donato a tutti noi per vivere in armonia e serenità senza bisogno di inutili carneficine per cibarsi! -.
…………………………………………………………………………………………………………………………………………..
Ps: il racconto continuerà suddiviso in alcune puntate.
Spero possa essere spunto di riflessione e che vi piaccia quanto è piaciuto a Stefano e MaVi che ringrazio tantissimo per avermi spronato nella scrittura di queste mie fantasie nella quali ho infilato un po’ di me stessa! Mi sono divertita molto, ci ho lavorato con tanta passione e poter condividere con voi questa mia mini avventura letteraria è davvero bellissimo per me! Ringrazio ancora per per le correzioni Mariagrazia, e per i numerosi spunti che mi ha dato Stefano!
Vi aspetto alla prossima puntata 😛

 

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16 risposte a Safran e Zefira

  1. Mimi ha detto:

    Carissima Chicca dirti che sono emozionata e’ poco… Ho sempre letto di Safran nella famosa ricetta di MaVi del tonno fujiuto e l’idea entusiasmava anche me, ora vederla realizzata e’ un sogno bellissimo… La storia e’ incantevole e profonda… Dar voce alle creature marine la trovo un’idea stupenda… Basti pensare in questo caso alla mattanza dei tonni e quello che viene fatto loro durante questa orrenda tortura…
    Detto questo aspetto il continuo del racconto e faccio anche i complimenti a MaVI e Stefano x averti aiutato in questo toccante progetto!
    Ti stringo affettuosamente
    Mimi

  2. Chicca66 ha detto:

    Cara Mimì grazie mille, spero davvero che vi divertiate a leggere questa breve storia, e che comunque come hai detto tu faccia anche riflettere sulla matttanza dei tonni 😦
    La seconda puntata settimana prossima 😉
    Un grande abbraccio ecozoico 😛

  3. Flavia ha detto:

    Ma è Stupendoo…!!! Adoro racconti “Fantasy”… è uno dei primi che Leggo con un Significato così Forte e Riflessivo…! Complimenti.. trepiderò x Leggere il Seguito… appena sarà il Momento.. sarà una tra le prime Letture che farò a Mio Nipote… Ringraziandoti di CUORE… un Baciottolo MEGAAA

  4. Chicca66 ha detto:

    Flavia tesoro, sono felice che ti piaccia così tanto 🙂 Più avanti ci saranno delle parti un po’ più osè non adatte ai bimbi, ma fa nulla le ometterai al tuo adorato nipotino 😛 Bacione

  5. Nadir ha detto:

    … a quando la prossima puntata? 🙂
    (è una domanda retorica, ho letto che dovrò aspettare fino alla prox settimana!) 😦
    Ciao Chicca buon w.e.

  6. ElenaSole ha detto:

    Che stupore che mi hai innescato! e tanta curiosità di sapere come va avanti!!!
    Ma tu il tuo tempo ce l’hai cara Chicca!!! hai mille doti, e io le vedo!!! sìsìsìsìsì!!! ti stimo, E.

  7. Chicca66 ha detto:

    @Grazie Nadir, credo terrò l’appuntamento del sabato, ma vediamo 😉 Buon week anche a voi 🙂
    @Elena grazie tesoro, il tuo complimento mi tocca il cuore 😳
    Sai qual’è uno dei mie grandi rimpianti? Tu sei giovane hai tanti anni meno di me, ma hai le idee chiare e soprattutto tanta voglia di conoscere ancora, io ho sprecato tanto tempo in cose stupide e banali nel mio passato e purtroppo il tempo non lo puoi recuperare… Ma forse il mio percorso doveva essere questo 😉 Un grande abbraccio

  8. Felicia ha detto:

    A quando la seconda puntata!!!!!??? non puoi lasciarmi così….
    Bello, la giusta spinta ad una sana riflessione!!!! I personaggi attirano l’attenzione, belli, sani……
    Safran, uno str….. (non posso continuare la parola)
    Enola un corpo bellissimo…..
    L’interesse è catturato, ora puoi andare dove vuoi!!!!! l’attenzione è tutta rivolta a loro. Brava, sei geniale, dolce e sensibile. Un bacione

  9. Mariagrazia ha detto:

    Sei proprio una narratrice consumata… anche l’idea del racconto a puntate e della suspence!
    Safran e Zefy mi hanno fatto lavorare un po’ nei dopocena e negli scarsi momenti di tempo libero, ma l’ho fatto con grande piacere, per te e per il popolo dei tonni, a cui auguro lunga e prospera vita, lontano dai piatti umani!
    Ci riuscirà questa favola per adulti a farci capire che se non modifichiamo le nostre abitudini il mare presto non solo sarà senza tonni, ma addirittura privo di qualunque tipo di vita? Gli oceanografi prevedono che con gli attuali trend di pesca il mare sarà vuoto nel 2054…
    Questa favola ci regala almeno un po’ di speranza… e con qualche piccola variazione è adatta anche ai bambini!
    😉
    p.s. Chicca perdonami… ma correzioni si scrive con una sola z!

  10. ElenaSole ha detto:

    Cara Chicca, per me non è mai tempo sprecato, tutto serve, tutto aiuta. Non è un semplice detto, ma la pura verità se a dirselo ci si mette un po’ di consapevolezza (che di sti tempi ce n’è poca poca!). Ma già il tuo percorso vegan è la strada giusta che ti ha aperto gli occhi, è bellissimo questo. Una testimonianza reale. Baci e buona domenica!

  11. Stefano Panzarasa ha detto:

    Cara Chicca,
    Mariagrazia mi ha informato della pubblicazione (finalmente!) del tuo racconto e anche se lo conosco bene mi ha fatto tanto piacere andare a leggere la prima puntata…
    Nerl periodo che abbiamo collaborato alla stesura del testo mi pareva proprio di vivere l’avventura di Safran e Zefira, è stato proprio bello.
    Sono contentissimo di averti dato questa ispirazione ecozoica e tu sei stata di una grande fantasia e costanza nel portare a termine l’avventura…
    C’è che saggiamente dice che abbiamo bisogno di nuove parole, nuove favole, persino di nuovi miti che rispecchino la consapevolezza ecologista, quindi tu sei stata veramente brava.
    Ogni tanto mi piace immaginarmi al posto di Safran…

    • Chicca66 ha detto:

      Grazie Stefano le tue parole sono davvero molto belle, e non immagini come sono felice che tu mi abbia dato gli spunti per fantasticare e anche sognare, già! L’estate scorsa durante il giorno mi trovavo a trafficcare immaginando quello che combinavano i nostri 2 amici e andavo a letto la sera pensando a quello che avrebbero fatto il giorno dopo 🙂
      Grazie ancora anche a te, e pensandoci ora chissà poi che si possa pensare ad un seguito 😉
      Un grande abbraccio ecozoico!

  12. Chicca66 ha detto:

    @Felicia cara grazie di cuore, sabato prossimo la prossima puntata 😛
    @Mariagrazia grazie al tuo prezioso lavoro, credo che se l’avessi publicato tutto in una volta non avrebbe dato il tempo di riflettere veramente sul messaggio che volevo e volevamo far arrivare ai nostri lettori 😉 Bisogna per forza di cose modificare le nostre abitudini, non solo per i mari ma per l’intero ecosistema, non essere egoisti forse farà si che chi verrà dopo di noi troverà un mondo migliore! Un mondo dove la parola fame non esisterà più, un mondo dove uomini e animali potranno convivere semplicemente nella gioia d’esistere!
    Ps: le doppie sono la mia rovina vado a correggere :rool:
    @Grazie Elena 😳 Buona domenica anche a te tesoro 😉

  13. Raffy77 ha detto:

    Racconto bello ed emozionante e sopratutto aiuta anche a riflettere…complimenti!!!
    Aspetto di leggere anche le parti osè…eheh 😀
    Brava Chicca!

  14. Chicca66 ha detto:

    Raffy 😛 Grazie cara!

  15. Pingback: Spaghetti al tonno fujuto

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