La vita in un sacchetto


In questi giorni ogni volta che guardo un telegiornale il mio cuore si riempie di tristezza; credo che tutti sappiate benissimo di quello che stà succedendo alle porte di casa nostra, la crisi mediorientale che ha coinvolto diversi stati, Tunisia, Egitto e poi la Libia, paesi governati da despoti, megalomani a cui il benessere del proprio popolo non vale nulla, anzi è semplicemente merce di scambio per accordi internazionali sull’immigrazione che non sono serviti a nulla! Ogni volta che vedo l’immagine di Gheddafi mi viene il vomito, un pupazzo tutto immedagliato,  perchè esistono ancora  persone così? Una volta le guerre si facevano per combattere il nemico che premeva alle porte di casa tua e che voleva impossessarsi delle tue proprietà… Le guerrre non sono mai giuste qualsiasi siano le motivazioni. Ora le chiamano le guerre del pane…  Non voglio addentrarmi in questioni politiche, non sono così preparata, sò solo che vedere gli immigrati che portano tutti i loro averi in una busta di plastica, quella che noi usiamo per la spesa, mi fa sentire un macigno sul cuore, abbandonare le proprie famiglie credo non sia facile, tutti abbiamo il dovere di riflettere, noi che viviamo nelle nostre belle case al calduccio circondati da un sacco di oggetti inutili, lamentandoci spesso di quello che vorremmo e non abbiamo! A volte cerco, senza riuscirci, di immaginarmi come mi sentirei se dovessi scappare perchè minacciata da situazioni simili, mettere tutta la mia vita in un sacchetto e scappare… Scappare alla ricerca di un lavoro, alla ricerca di un nuovo futuro… Tanti dei nostri genitori e dei nostri nonni lo hanno fatto spinti anch’essi dalla fame, si sono trasferiti in altre regione in altri stati, il mondo è pieno di immigrati italiani che si sono costruiti una vita dignitosa con tanti sacrifici, perchè non possono farlo anche i tunisini, i libici, gli egiziani… Perchè siamo così prevenuti nei loro confronti? Perchè avere paura? Le immagini riportate dai telegiornali dovrebbero bastare per far capire perchè queste persone scappano e perchè si sono finalmente ribellate a dei despoti che hanno accumulato ricchezze infischiandosene del loro popolo, anzi ora sparano sul loro popolo! Spero davvero con tutto il cuore che ONU e tutti i paesi della comunità europea sappiano dare una mano a questi poveri disgraziati che mettono la loro vita in un sacchetto di plastica!

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6 risposte a La vita in un sacchetto

  1. shekkaballah ha detto:

    Ciao tesoro, adoro le tue riflessioni e le tue risposte. La nostra classe dirigente ha attuato quello che è un programma politico molto chiaro. Confondere i cittadini per poterli circuire. Dal momento in cui si usa la parola sicurezza per dire che bisogna aiutare i poliziotti e cacciare gli stranieri, gli stranieri sono delinquenti, se tuo figlio/a si trova con uno straniero chissà che fine fa, gli stranieri rubano, sporcano, portano via il lavoro, lentamente ti fanno credere che realmente sia così. Si chiama propaganda. I nazisti la fecero contro gli ebrei, dicendo che se i tedeschi vivevano male in Germania la colpa era degli ebrei che tenevano le loro ricchezze, puzzavano, rubavano il lavoro, sporcavano l’onore dei tedeschi. Unica soluzione per i tedeschi era quella di uccidere ed eliminare i tedeschi per riprendersi i beni rubati al popolo tedesco. Soluzione dei nostri politicanti? “Bombardare i barconi in arrivo” (Calderoli). Cambia il colore delle divise e il simbolo ma la xenofobia e il razzismo sono identici. Una cosa più divertente riguardo al passato ti invito a leggerlo in un mio vecchio post: http://shekkaballah.wordpress.com/2010/10/01/di-chi-staranno-parlando/ Leggilo con attenzione…

  2. Chicca66 ha detto:

    Grazie Mirko, concordo pienamente con quello che dici! La sostanza a distanza di anni non cambia, c’è solo da sperare che in un prossimo futuro le nuove generazioni sappiano e vogliano avere una visione diversa nei riguardi degli immigrati perchè essi stessi non debbano mai dover immigrare e sentirsi come loro!
    Avevo letto il tuo vecchio post, non sò perchè non lo avevo commentato :-PUn abbraccio

  3. Chicca66 ha detto:

    Ps: su Calderoli non mi esprimo, io le bombe a uno così sai dove gli e le metterei!

  4. Nadir ha detto:

    A chi non si stringe il cuore vedendo quelle immagini? la questione degli immigrati non è semplice, per diverse ragioni. Che i politici cavalchino i timori delle persone è un abitudine che non morirà mai, ma questi timori hanno un fondamento principalmente nella diversità culturale, e l’omicidio di Hina è solo un’esempio di dove si può arrivare.
    Non ho mai fatto di tutt’erba un fascio, credo fermamente che le persone vanno conosciute prima di giudicarle, ma troppe volte negli immigrati ho visto atteggiamenti del tipo “tutto mi è dovuto” e questo mi fa rabbia. Avete mai preso i treni regionali? io si e non accetto che un mezzo di cui si servono tante persone venga bistrattato (non solo da immigrati, bisogna dirlo) ma l’aria di strafottenza che c’è in tanti immigrati fa girare le scatole, eccome.
    Quindi per me è ben accetto chi viene per lavorare ed integrarsi rispettando le nostre leggi, cosa che gli Italiani emigrati hanno dovuto fare, chi invece pensa di trovare una scorciatoia o il paese di bengodi, no non lo voglio, e non credo per questo di essere razzista!

    • Chicca66 ha detto:

      Cara Nadir, condivido quello che tu dici, però purtroppo la strafottenza esiste ovunque, per quanto riguarda la mia esperienza ti posso dire che sono molto aperta verso tutti e ultimamente se mi è capitato di vedere persone cafone mi è capitato con degli italiani! Per dirti l’ospedale dove è stato operato Il papi, e dove 2 anni fa sono stata operata anch’io alla spalla, gli infermieri sono 9 stranieri su 10, di tutte le razze c’è addirittura un giapponese, ci sono rumeni, tunisini, polacchi, insomma un bel minestrone di razze, eppure ti dico ho visto ho assistito ad una lite tra due inservienti che erano italiane, ancora un po’ e si prendevano a botte in reparto e due anni fa l’unica con cui ho avuto da ridire è stata un infermiera italiana! Con questo cosa voglio dire: se i nostri giovani non si adatteranno a fare anche i lavori più umili verranno bistrattati dagli immigrati su certe cose molto più volenterosi e senza la paura di sporcarsi le mani! Io vedo anche in classe di Teo ci sono diversi stranieri e da quello che mi dice sono bravi a scuola; se andiamo avanti così tutti i lavori che una volta erano dei lavori ricercati li faranno gli immigrati perchè i nostri ragazzi sono troppo schizzinosi e faticare si suda!
      Un abbraccio e speriamo che le cose migliorino per queste persone che mettono la loro vita in un sacchetto 😉

    • shekkaballah ha detto:

      Mi permetto di dissentire e ti inviterei a uno sguardo meno superficiale della vicenda. Una persona di colore a prescindere dalla nazionalità viene trattata come dici tu con “Strafottenza”. Ho molti amici stranieri e posso dirti che lo straniero in italia nel 99% dei casi viene trattato male e come ospite sgradito. Nel momento in cui si trova a non dipendere da te, su un treno e può fregarti il posto lo fa. Anche con soddisfazione, perchè non sono mai trattati in maniera civile. nessuno gli fa capire le cose, vengono trattati male a prescindere. Gli italiani all’estero sono carogne e furbastri, schifati da tutte le nazioni che li hanno dovuti ospitare, dopo due/tre generazione hanno iniziato a rispettare le leggi dei paresi nei quali erano ospiti, ma prima se ne fottevano e continuavano a fare quello che era loro stato insegnato da piccoli. nessuna differenza. Fare disparità fra due persone è discriminazione se questa è dovuta ad elementi di valutazioni secondari e non primari. Su due curricula va premiato uno più meritevole è evidente. Ho una mia amica italiana, figlia di un uomo pugliese e una donna congolese, nata in italia e cresciuta nel bel paese. Quando siamo fuori o per uffici, sai che le dicono che quelle come lei se non capiscono è meglio che facciano la fila da un’altra parte o meglio che capisca subito perchè non hanno tempo da perdere? Lei è italiana e li manda a fan**lo per direttissima. Molte altre donne di colore, cinesi non possono. Gli italiani sono stronzi con loro, con tutti gli stranieri, perchè gli altri devono fare paura. Questa è malattia degenerativa non può essere la normalità. E’ la deriva prima per arrivare ai nazionalismi più ottusi che hanno portato a tutti i mali del secolo passato. Nessun bene da quelle teorie e ideologie. Solo male.

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